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L’intervento di Luciano Luci, osservatore UEFA, al corso d’arbitro saudita a Coverciano

03 novembre 2009 - di Gaetano Cervone

Nella giornata conclusiva la delegazione arbitri saudita – al Centro Federale di Coverciano per un corso di dieci giorni – ha potuto annoverare, tra le numerose lezioni tecniche che hanno visto salire in cattedra i massimi esponenti dell’Associazione Italiana Arbitri (tra cui il presidente Marcello Nicchi), anche l’incontro con Luciano Luci, associato fiorentino osservatore UEFA, che in un interessante intervento ha spiegato ai 22 arbitri arabi l’atteggiamento con cui un osservatore internazionale si approccia alla valutazione dell’arbitro.

Paolo Tepsich, presidente della sezione arbitri fiorentina, dopo essersi detto dispiaciuto della partenza degli arbitri sauditi  “poiché mi ero davvero affezionato a tutti voi, mi auguro di rivedervi presto per una futura esperienza dove, magari, potrete arbitrare anche qualche nostra partita ” ha presentato l’ospite della serata, “il mio maestro, e tutt’ora un grande amico, che mi ha guidato nei 25 anni della mia carriera da arbitro insegnandomi tutto quanto c’era da insegnare per diventare un buon arbitro ed un buon assistente”. Luciano Luci attualmente è osservatore UEFA “ed in Italia” – aggiunge Tepsich – “ha ricoperto tutti i possibili incarichi che c’erano da ricoprire nell’AIA”. 

“Quando Paolo mi ha riferito di questa possibilità ho accettato molto volentieri perché ritengo questi incontri molto importanti” – ha esordito Luci, prima di passare agli obiettivi della lezione tecnica –  “Il mio incarico è quello di osservatore e dunque cercherò di farvi capire lo spirito con cui un osservatore si approccia alla valutazione di un arbitro. È importante segnalare come  negli ultimi anni si sia assistito ad un cambiamento importante, ovvero il passaggio della figura dell’osservatore da controllore ad allenatore dell’arbitro, e dunque la sua funzione è fornire dei consigli tesi al miglioramento della prestazione dell’arbitro”.

Prima di spiegare il processo metodologico che porta al voto conclusivo della prestazione dell’arbitro, Luci ha dispensato preziosi consigli sull’atteggiamento che un arbitro deve mostrare in campo, sia in merito ai parametri valutativi delle infrazioni, sia nel comportamento con i calciatori: “In campo risulta essenziale l’uniformità delle decisioni prese e dunque non bisogna in alcun modo adottare il principio dei ‘due pesi, due misure’” – esorta l’osservatore UEFA –  “Bisogna essere coerenti nelle rilevazioni delle infrazioni, nella distribuzione dei cartellini gialli e rossi, e dunque adottare una linea di condotta e portarla avanti per tutta la gara: questo permette all’arbitro di essere credibile, e ad un arbitro credibile spesso si perdona anche l’eventuale errore”.

Sulla valutazione finale contano diversi fattori ed infatti Luci ne enumera alcuni: “È importante la collaborazione con gli altri ufficiali di gara: l’arbitro moderno deve essere anche un buon manager, non deve guidare da solo la partita, ma si deve avvalere del contributo dei colleghi. Bisogna, inoltre, controllare le azioni di trattenuta, le spinte: l’UEFA si raccomanda di non permettere azioni di ripresa del gioco in presenza di trattenute, di fare un eventuale richiamo pubblico, affinché tutti gli spettatori lo notino. Ed infine è assolutamente necessario che un arbitro, nei primi 15 minuti di gara, capisca la tattica adottata dalle due squadre, individui il leader di queste: questi fattori gli faciliteranno la gestione della gara, ed ecco perché insistiamo sul fatto che un arbitro sia un buon osservatore”.

Poi la funzione del fischio: “Molti parlano con il fischietto” – rivela Luci – “Il fischio deve essere utilizzato soltanto per interrompere il gioco, altrimenti un suo uso non necessario determina un effetto psicologico che vede il giocatore non più  influenzato dal suo suono”.

Infine quali le valutazioni in termine numerico: “Ufficialmente c’è una valutazione che va dal punteggio 1 al punteggio10, ma nella pratica non è così. Nella valutazione finale conta il livello di difficoltà della partita (facile, normale, combattuta, o molto combattuta) ed il voto è legato a questi elementi, oltre poi alla performance dell’arbitro. Ovviamente si fa sempre una valutazione d’insieme, globale, ma se nel corso di una prestazione accettabile l’arbitro commette un errore importante che andrà ad influenzare l’andamento della gara, il suo voto verrà decurtato di 0.40”.

Ringraziamento della delegazione saudita affidata alle parole di Mohammed Al Bishri, membro della Commissione Arbitri: “La sua lezione è un ulteriore valore aggiunto ai tanti incontri interessanti che abbiamo avuto durante la nostra permanenza qui a Coverciano”.

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