Alla LTO della sezione di Firenze la lezione tenuta dal neointernazionale Daniele Orsato.
28 gennaio 2010 - di Gaetano Cervone
È
Daniele Orsato ad inaugurare – per l’anno 2010 – la serie degli ospiti
prestigiosi presenti alle riunioni tecniche della sezione arbitri di Firenze:
nella tradizionale platea del museo del calcio di Coverciano, il
neointernazionale della sezione di Schio, che si è detto “onorato di essere
ospite di una sezione alla quale sono molto legato, poiché è la sezione di
Gianluca Rocchi, il mio modello di arbitro”, ha tenuto una lezione tecnica
traendo spunto da episodi che lo hanno visto direttamente protagonista.
“Non sono qui per insegnarvi il regolamento” – ha infatti sottolineato – “poiché non saprei cosa aggiungere a quanto vi è stato insegnato: posso però confrontarmi con voi per quel che riguarda il carattere, il comportamento da tenere in campo, e magari proporre qualche consiglio per migliorare le proprie prestazioni”. Coadiuvato alla postazione computer dal collega fiorentino Leonardo Baracani, Orsato ha interagito con la numerosa platea (presenti anche il suo collega veneto Peruzzo, il prof.Castagna, Gianluca Rocchi ed una delegazione di allenatori dell’Arabia Saudita, al centro tecnico federale per un corso di formazione), confrontandosi sull’esattezza di alcune decisioni prese nell’arco della sua esperienza nella massima serie.
Rivedendo gli episodi di Milan-Siena, Cagliari-Inter e Juve-Milan, Orsato ha potuto discutere sull’importanza che l’istinto riveste nella valutazione arbitrale, l’utilità del rivedersi in una gara (“sembra un’altra partita, e magari un episodio che in campo hai vissuto con particolare attenzione, in televisione passa inosservato”) e soprattutto sull’importanza di essere se stessi, seppur smussando aspetti del proprio carattere che possono entrare in contrasto con l’attività arbitrale. “Noi arbitri siamo i primi a criticarci ed i primi a lavorare per migliorarci: mi viene spesso contestato di essere un po’ brusco nel rapportarmi con i calciatori, ed infatti con Collina stiamo lavorando per attenuare questa mia caratteristica; vi posso confermare che non è giusto essere troppo duri nei riguardi di calciatori che contestano per episodi di cui sono stati vittime, e che magari a noi sono sfuggiti”.
In conclusione, un messaggio ai giovanissimi arbitri – “Sognare di arrivare in serie A non costa nulla: fatelo, ma dotatevi di un grande spirito di sacrificio” – ed una nota sullo stile che contraddistingue la figura dell’arbitro: “Non diremo mai a calciatori o allenatori ‘andatevi a rivedere che occasione avete mancato o che errori avete commesso’: noi siamo arbitri, e ci comportiamo diversamente”.
A fine lezione, piccolo ricordo della serata a Daniele Orsato consegnato dal presidente di sezione, Paolo Tepsich, e dai colleghi fiorentini alla CAN A/B Gianluca Rocchi e Leonardo Baracani.
