“L’arbitro entra in classe”: la sezione AIA di Firenze rinnova l’appuntamento. Tra i relatori Gianluca Rocchi e Cristina Cini.
3 dicembre 2009 - di Gaetano Cervone
Presso
l’Istituto ITC “Calamandrei” di Sesto Fiorentino la sezione AIA di Firenze ha
rinnovato il consueto appuntamento con “L’arbitro entra in classe”: l’iniziativa
– già tenutasi presso scuole di Scandicci, Empoli, Fucecchio e Figline Valdarno
e che si avvale del patrocinio della Provincia di Firenze – ha visto discutere
con gli studenti fiorentini Gianluca Rocchi, arbitro internazionale alla CAN
A/B, Cristina Cini, assistente internazionale alla CAN A/B, il dott. Luca
Gorrone, Commissario Dirigente della Questura per il territorio di Sesto
Fiorentino, Eduardo Ciano e Leonardo Ceccarelli, arbitri di massima serie
rispettivamente di Basket e Pallanuoto. Nicola Sereni, coordinatore
dell’iniziativa ed associato della sezione AIA fiorentina, introducendo gli
ospiti e le finalità di questi incontri (“Per conoscere meglio le regole del
gioco, per confrontarsi sulle difficoltà reciproche, per favorire una cultura
più ampia dello sport”) ha sollecitato relatori e studenti a riflettere su
alcuni elementi di psicologia percettiva (con l’ausilio di esempi grafici e
successivamente di episodi calcistici) focalizzando dunque l’attenzione sul
fatto che uno stesso stimolo può provocare due percezioni diverse, che un
arbitro prende decisioni in due decimi di secondo (ed il limite di riflesso
umano è un decimo di secondo) e che in situazioni non chiare la mente umana è
portata ad accostare l’episodio a tanti altri episodi ‘simili’ che ha già
vissuto.
Con l’ausilio di video/immagini di episodi ben noti (dal recente colpo di mano di Henry in Francia-Irlanda al testa/braccio di Couto in Inter-Parma ed Adriano in Milan-Inter) gli studenti hanno avuto la possibilità di confrontarsi direttamente con chi arbitra ad alti livelli e che spesso vive situazioni simili, come Gianluca Rocchi e Cristina Cini, che non si sono sottratti a nessuna domanda, dal ruolo che hanno i media a condizionare le interpretazioni di episodi discussi all’ausilio nelle decisioni dell’aiuto tecnologico, ed anche sul fatto che un arbitro, se sbaglia, può restare fermo anche diverse settimane. Cristina Cini – raccontando le motivazioni della sua scelta che l’hanno portata ad essere il primo assistente donna in massima serie – ha esortato le aspiranti studentesse arbitro a “crederci, poiché le possibilità di emergere ci sono e richiedono solo tanta passione e buona preparazione atletica ”.
Eduardo Ciano e Leonardo Ceccarelli hanno invece portato gli esempi del Basket e della Pallanuoto, evidenziandone analogie e differenze con il mondo del calcio, mentre il dott. Luca Gorrone ha discusso della cultura sportiva e della violenza nel mondo del calcio e, traendo spunto dal modello Fiorentina, ha illustrato cosa si ‘nasconde’ dietro l’organizzazione di un evento sportivo, invitando poi gli studenti a riflettere sul fatto che “quello che sarà il calcio del domani lo decidete voi ” e che la “la rivoluzione culturale sarà accettare le decisioni, sia tecniche che (eventualmente) tecnologiche, del confronto e non del conflitto, ricordandosi sempre che si tratta di sport, e che i veri problemi nella vita sono altri ”.
