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Come si valuta (e si diventa) un buon arbitro: lezione tecnica di Fabrizio Matteini al raduno sezionale

03 settembre 2009 - di Gaetano Cervone

Come un osservatore giudica un arbitro e cosa si nasconde dietro la valutazione della prestazione?

All’apparenza sembrerebbero due semplici domande, ma dietro di queste si celano caratteristiche ed elementi preziosi che se recepiti possono aiutare a migliorare notevolmente le prestazioni arbitrali: prendendo spunto dalle nuove tabelle e dai nuovi parametri valutativi che dovranno seguire tutti gli osservatori della classe arbitrale (da segnalare l’immissione del parametro ‘futuribilità’ di un arbitro), Fabrizio Matteini – osservatore fiorentino in serie D – in un’interessante lezione tecnica tenutasi nelle aule del complesso sportivo Campastrello Sport (sede del raduno sezionale di fine Agosto) focalizza l’attenzione sul comportamento degli arbitri nelle gare e nelle relazioni con i calciatori e dirigenti, al di la dell’esser giudice di gara e garante del regolamento.

Numerosi ed interessanti gli aspetti emersi, e tra questi l’incidenza che può avere nel corso della gara l’atteggiamento tenuto già durante il riconoscimento di calciatori e dirigenti, l’impressione positiva che un arbitro può suscitare anche nei modi garbati con i quali si pone, con l’educazione valore portante del comportamento di un direttore di gara, sempre e comunque.

Importanza primaria durante una gara è la tutela dell’integrità fisica dei calciatori, filo conduttore delle prestazioni arbitrali è “essere, non apparire”; assimilati questi importanti concetti bisogna poi sfuggire all’idea preconcetta che vorrebbe una lunga serie di ammonizioni testimonianza di una gara tenuta con il polso duro: semplicemente il cartellino giallo va utilizzato quando è necessario, quando lo prevede il regolamento, e così un’ammonizione nei primi minuti di gioco può agire da deterrente poiché segnale immediatamente il limite posto dall’arbitro negli interventi fallosi e nei comportamenti, il limite oltre il quale non si può andare, pena – per l’appunto – sanzioni disciplinari.

Molto importante dunque il fattore della prevenzione, sul quale agisce positivamente un attento ed efficace approccio comportamentale: e dunque allo studio ed alla conoscenza del regolamento ecco che prende sempre più peso – come del resto già ampiamente sottolineato nel corso delle lezioni tecniche – l’importanza dell’approccio psicologico e del comportamento, al pari della conoscenza del regolamento e della preparazione atletica.    

 

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