La sezione di Firenze sposa il progetto ArbitroLab: la personalità affiancherà tecnica e allenamenti
03 settembre 2009 - di Gaetano Cervone
All’insegna
della novità l’intervento al raduno sezionale di Campastrello Sport dei
Psicoterapeuti Nicola Sereni (foto) e Sara Pierazzuoli
(il primo associato della sezione di Firenze): durante l’incontro agli arbitri
fiorentini è stato somministrato un test sulla personalità (al momento quello
con i migliori riscontri scientifici e con più anni di studio alle spalle) come
ulteriore ausilio di un percorso che la sezione fiorentina ha deciso di
percorrere, ovvero il monitoraggio della personalità del singolo arbitro da
poter poi associare agli altri parametri, ovvero condizione atletica, percorso
arbitrale, dieta alimentare, fornendo dunque una panoramica ampia e ben
sviluppata di ogni associato.
L’obiettivo – illustrano il dott. Sereni e la dott.ssa Pierazzuoli nel corso della presentazione del progetto – è insegnare agli arbitri a conoscere se stessi, un’idea ribattezzata ArbitroLab e che si basa sulla teoria dell’enneagramma dell’arbitraggio: avere consapevolezza delle caratteristiche predominanti ed indirizzarle verso una ‘giusta via’, senza cambiare se stessi, ma bensì imparando (mediando) a servirsi di tutte le risorse comportamentali innate in ognuno di noi, senza restare su un’unica posizione, su un’unica caratteristica, e dunque adeguandosi ai diversi contesti e gestendo le proprie emozioni.
“L’obiettivo di monitorare la personalità e considerarla come parametro alla pari della tecnica e degli allenamenti, e dunque con esperti del settore, test di personalità, colloqui individuali è senza dubbio un’innovazione a livello provinciale” – commenta il dott. Nicola Sereni – “Credo, inoltre, che il lavoro sulla personalità sia fondamentale per la carriera di un arbitro, senza si rischierebbe di essere carente in alcuni importanti tratti”.
Al momento sono poche le sezioni che hanno percepito l’importanza di questo aspetto: “Vige ancora un discreto stereotipo al riguardo, quasi una sorta di carico lavorativo ulteriore e senza riscontri immediati” – conclude il dott. Sereni – “Per fortuna la sezione di Firenze ritiene importanti sviluppare questo progetto, ha intuito l’importanza che può rivestire uno psicologo per ogni sezione arbitrale, è coscienziosa del fatto che anche il mondo arbitrale è un settore competitivo, e dunque chi partecipa, chi vive questo contesto ha bisogno di un esperto con il quale consultarsi”.
