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Andrea Guiducci alla R.T.O. del 13/02/2015

Particolare, interessante e molto vivace: questi gli aggettivi forse piú adatti per descrivere la R.T.O. svoltasi venerdí 13 febbraio al Museo del Calcio, che ha registrato la visita del settore tecnico nella persona di Andrea Guiducci, della sezione di Arezzo, coadiuvato da Duccio Baglioni, nostro associato anch'egli appartenente al settore tecnico.

Guiducci ha sottolineato come sia fondamentale occuparsi con attenzione delle mansioni burocratiche prima e dopo la gara, perché "quello che scrive un arbitro, è legge"; ha poi evidenziato la differenza che intercorre tra "fare l'arbitro", per il quale basta la conoscenza del regolamento, ed "essere arbitro", che prevede invece anche un lavoro approfondito sul rapporto con i giocatori e sulla condizione fisica, in quanto "l'arbitro è un atleta in mezzo ad altri atleti". Dopo essersi soffermato sulla centralità delle figure degli assistenti e degli osservatori, Guiducci ha introdotto ai presenti una serie di filmati visionati da tutti gli organi tecnici nazionali, materiale prezioso perché oggi "il cammino dei giovani arbitri è piú stretto, piú veloce, e quindi è fondamentale fare esperienza" anche tramite esso: ai filmati sono seguiti momenti di discussione, talora dai toni accesi, che sono stati orchestrati da Guiducci ricordando i tratti tipici del "talk-show".

Dipanati i nodi riguardanti i vari episodi, anche grazie l'attenta lettura del regolamento, l'ospite ha dato gli ultimi consigli agli arbitri presenti, esortandoli a essere camaleontici nel saper adottare la giusta decisione per ciascun episodio e fini psicologi con i giocatori, analizzandone le reazioni; fondamentali sono anche la credibilità e il linguaggio del corpo per ottenere rispetto dai calciatori, anche se è evidente come questo sia un compito difficile: in fondo, e con questa perla Guiducci ha chiuso il suo intervento, "a Pamplona tutti parlano di toro, ma pochi entrano nell'arena".

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